Cosa possiamo fare come individui per combattere il riscaldamento globale? Cambiare le lampadine con quelle a risparmio energetico, utilizzare la bicicletta ed i mezzi pubblici al posto dell’auto, abbassare il termostato, non lasciare gli elettrodomestici in stand-by, consumare i prodotti locali, mangiare meno carne, piantare un orto… Ci viene richiesto di adottare piccoli gesti quotidiani ma, di fronte alla sproporzione tra l’enormità del problema e la limitatezza di ciò che possiamo fare, viene naturale domandarsi se la ricetta giusta sia veramente questa. Ne vale la pena? Cosa dovrebbe spingerci a comportarci in modo virtuoso quando sappiamo benissimo che il nostro vicino di casa con il suo nuovo suv vanifica ogni nostro sforzo per limitare l’impronta ecologica?
E’ vero, come singoli tutto ciò che possiamo fare per cambiare i nostri stili di vita sembra totalmente inadeguato, servono anche investimenti e leggi da parte dei governi. Ma non si tratta solo di questo.
Possiamo trovare tante scuse per giustificare la nostra inerzia ma la soluzione è veramente nelle nostre mani: è solo una questione di cambiare mentalità. Come scrive Michael Pollan, direttore del Knight Program in Science and Environmental Journalism dell’Università della California, “se facciamo qualcosa, diamo l’esempio ad altri. Se un un numero sufficiente di persone cominciasse a fare qualcosa, ognuna influenzerebbe altre persone e si verificherebbe una reazione a catena di comportamenti diversi”. E allora anche i governi, espressione della volontà degli elettori, prenderanno decisioni diverse. Ma tutto questo non avverrà solo per una questione di “moda”, sarà anche grazie alla crescita di una nuova consapevolezza.
Le nostre abitudini quotidiane, anche se non ce ne rendiamo conto, hanno conseguenze dirette sull’ambiente. Quando premiamo l’interruttore della nostra stufetta elettrica, non ci pensiamo, ma l’energia scaturisce da un lungo percorso di cavi collegati ad una centrale elettrica che brucia un combustibile che ha fatto un viaggio di migliaia di km in una petroliera. Il consumo di un solo chilowattora, che corrisponde a circa mezz’ora di accensione della nostra stufetta, richiede la combustione di 250 grammi di olio combustibile (un quarto di chilo di petrolio) e provoca l’immissione nell’atmosfera di 750 grammi di anidride carbonica (circa 400 litri di CO2) (fonte ENEA, 2008).
E’ evidente che tutto è collegato, e la trama nascosta risulta subito chiara quando scegliamo di adottare un comportamento più sostenibile. Per capire l’esistenza di questi legami ed averne immediata consapevolezza, è sufficiente provare a coltivare un piccolo orto sul balcone di casa. Sembra una cosa da poco ma ti può dare una lezione importante: ecco che scopri il modo di provvedere a te stesso senza togliere nulla al mondo. Per questo le iniziative degli orti urbani che si stanno diffondendo in numerose città, come ad esempio a Torino, diventano un’opportunità unica di partecipazione cittadina per riscoprire il proprio contatto con la Terra.
La domanda “vale la pena di fare qualcosa?” diventa quindi un imperativo morale una volta che si sono comprese le nostre responsabilità. Michael Pollan è convinto che “guidare un suv, mangiare una bistecca da un chilo o illuminare una casa come fosse un aeroporto sarebbero considerati comportamenti incoscienti ”.
Da sottolineare inoltre che le scelte ecologiche portano sempre ad un risparmio economico grazie ai consumi evitati ed ai materiali riciclati.
Perciò ecco una breve lista, che non ha la pretesa di essere esaustiva, di azioni e scelte concrete che tutti noi possiamo mettere in atto quotidianamente per innescare nel nostro piccolo una rivoluzione verde.
- Scelte di trasporto: utilizzare maggiormente i mezzi pubblici e la bici, valutare la possibilità di aderire si servizi di car sharing, scegliere di avere un modello di auto a consumi ridotti, viaggiare insieme ad altri per ridurre l’impatto ambientale degli spostamenti.
- Riduzione del consumo energetico domestico: istallare lampadine a
risparmio energetico, scegliere elettrodomestici di classe energetica A (per approfondimenti sulle classi click qui), non lasciare gli elettrodomestici in stand-by, staccare gli alimentatori se inutilizzati, fare i lavaggi della lavatrice con acqua fredda, limitare il consumo di acqua, rinunciare all’asciugatrice, isolare porte e finestre, in inverno abbassare il termostato e spegnere il riscaldamento nelle ore notturne, limitare l’uso dei condizionatori in estate, fare la raccolta differenziata per favorire il riciclo dei materiali. - Scelte di consumo: la società dei consumi ha un forte impatto e la portata
di tale impatto dipende dalle scelte che ciascuno di noi consumatori fa per soddisfare i propri bisogni. Acquistare prodotti con marchi di qualità ambientale e sociale può essere una scelta decisiva. I prodotti che espongono l’etichetta ecologica europea ecolabel (margherita) hanno un ridotto impatto ambientale e sono garantiti da organismi di controllo ufficiali. Un elenco dei prodotti certificati è presente sul sito dell’ISPRA. - Abitudini alimentari: acquistare i prodotti che espongono il
marchio di agricoltura biologica (garanzia di una forte limitazioni nell’uso di fitofarmaci, fertilizzanti, antibiotici; info nel sito ufficiale dell’UE), acquistare prodotti locali e di stagione che non hanno dovuto compiere un lungo trasporto (contattare il Gruppo di Acquisto Solidale o G.A.S. più vicino), bere l’acqua potabile della rete acquedottistica cittadina (si evitano le emissioni di CO2 derivate dalla produzione del PET delle bottiglie), limitare il consumo di carne (le emissioni di gas serra per la produzione di 1 kg di carne sono, secondo Greenpeace, pari a 13 kg di CO2-equivalente), coltivare un orto domestico.
Marco Nosari

Gli elettrodomestici di classe A sono molto importanti per l’ambiente, tuttavia anche noi consumatori dovremmo fare scelte opportune, a volte rinunciando ad elettrodomestici che non sono del tutto indispensabili. Sta diventando tutto elettrico, anche per tagliare il pane, c’è gente che non usa più il coltello!
Petizione contro i cambiamenti climatici
Se vuoi firmare anche tu la petizione, visita il Progetto eMPOWER della Commissione Europea
http://www.ep-empower.eu/epetitions/it/Cambiamento_Climatico.aspx?cat=Climate Change