La formula dell’impatto ambientale “IPAT equation” può essere utilizzata per fare scenari previsionali. Di seguito, considerando l’attuale modello di crescita economica e note le condizioni del 2000, si troveranno quelle del 2050, ipotizzando di voler eliminare le disparità attualmente esistenti nell’accessibilità delle risorse fra i paesi poveri e quelli ricchi (anche i paesi in via di sviluppo vorranno poter avere o dovrebbero avere lo stesso benessere dei paesi ricchi) e di volere nel contempo dimezzare il nostro impatto ambientale sulla Terra perchè quello attuale non è sostenibile.
Come è noto l’impatto ambientale (I) può essere calcolato nel seguente modo:
I = P x A x T
dove: P = popolazione; A = affluence = consumo pro-capite di prodotti e servizi cioè consumi/popolazione; T = tecnology = impatto ambientale dell’unità di prodotti e servizi consumati cioè impatti/consumi
- La situazione nel 2000 era la seguente:
RICCHI = sono il 20% della popolazione e utilizzano l’80% delle risorse
POVERI = sono l’80% della popolazione e utilizzano il 20% delle risorse
Indicando con R ed O rispettivamente le risorse pro capite a cui accede un ricco ed un povero ed impostando la seguente proporzione:
20%risorse : (80%pop x O) = 80%risorse : (20%pop x R)
Otteniamo che un ricco accede a 16 volte le risorse di un povero:
R = 16 x O oppure R/O = 16
- Facciamo uno scenario all’anno 2050 di confronto con il 2000:
Popolazione nel 2000 = 6.000.000.000
Popolazione nel 2050 = 9.000.000.000
P(2050) = 1,5 P(2000)
In una visione utopistica fissiamo come obiettivo per il 2050 di voler avere l’uniformità di affluence (A) e sradicare la povertà globale. Immaginiamo un mondo in cui 9 miliardi di persone possano tutte aspirare a un livello di reddito pari a quello dei paesi sviluppati.
Supponiamo che l’economia mondiale proceda come sempre e si abbia un tasso medio annuale di crescita per i paesi ricchi r = 2%, si avrà in 50 anni: (1 + 0,02)^50 = 2,7 crescita totale nel periodo. I poveri in 50 anni, per raggiungere la stessa affluence dei ricchi, dovranno avere una crescita totale nel periodo pari a: 16 x 2,7 = 43,2 corrispondente ad un tasso medio annuale di crescita del 7,8% [ (43,2)^1/50 – 1 ]
Quindi Risorse RICCHI (2000): 80 Risorse RICCHI (2050): 80 x 2,7 = 216
Risorse POVERI (2000): 20 Risorse POVERI (2050): 20 x 43,2 = 864
Perciò l’affluenza nel 2050 sarà: A(2050) = 1080
Se prendo come base il 2000 e pongo A(2000) = 100
A(2050) = 10,8 A(2000)
Perciò nell’ipotesi di voler raggiungere l’equilibrio tra le popolazioni nel 2050, la disponibilità di risorse da consumare dovrà essere 10,8 volte maggiore rispetto a quella del 2000.
Volendo anche dimezzare l’impatto:
I(2000) = P(2000) x A(2000) x T(2000) = 1 x 1 x 1 =1
I(2050) = P(2050) x A(2050) x T(2050) = 0,5 x I(2000)
I(2050) / I(2000) = 1,5 x 10,8 x T(2050) / T(2000) = 0,5
T(2050) = (1 / 32,4) T(2000)
Significa che T(2050), la tecnologia del futuro, dovrà essere 32,4 più eco-efficiente di T(2000), con impatti che dovranno essere solo il 3% rispetto gli attuali. Inoltre se la crescita dovesse continuare oltre il 2050, l’efficienza dovrebbe migliorare di pari passo.
Per arrivare ad una simile conquista bisognerebbe re-inventare completamente la tecnologia oggi esistente, in un modo che oggi non possiamo neppure immaginare con i mezzi attualmente a disposizione.
Realisticamente bisogna riconoscere che l’attuale modello economico basato sulla crescita non è compatibile, almeno nel lungo periodo, con la sostenibilità. Non possiamo porre le nostre speranze in un progresso tecnologico miracoloso, perciò è necessario trovare al più presto una alternativa, prima che ce lo impongano una recessione globale, l’instabilità del clima o entrambe le cose.
Marco Nosari

[...] 3, 2009 di Marconos Ho già parlato in precedenza di eco-efficienza ma, come si realizza? Cosa significa migliorare le prestazioni ambientali? Ma soprattutto, conviene [...]
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